Marco Pozza
I soliti fessi
Quelli che "al dunque" non si tirano indietro.
Quelli che non sanno mai trovare la scusa per dire "Non sono potuto venire"
Quelli che dicono: "Ormai ci siamo impegnati, non possiamo tirarci indietro".
Quelli che si ritrovano "sempre gli stessi" a lavorare, a sgobbare.
Quelli che devono inghiottire amari bocconi perché gli altri oltre a non lavorare ti prendono anche
in giro.
Signore, è duro.
Siamo sempre in tanti ad avere idee, a progettare, a programmare.
Ma poi, a lavorare, chi scappa di qua, chi fugge di là , chi non può,
chi non si
Non mi prendere per i fondelli. Però è vero!
L'ingenuità è stata forse quella d'aver espresso la sua convinzione in un momento storico infelice. Cosicchè quello che a mente fredda sarebbe uno degli auspici più colorati da dedicare al mondo giovane, è stata tacciata d'essere un'infelice battuta, se non un'elegante offesa per chi oggi deve fare i conti col precariato. La frase può suonare negativa ma non irrealistica se la si legge come provocazione che apra discussioni sul miraggio del posto fisso, sulla precarietà che è in crescita costante e su uno stato che è ancora ancorato ad un sistema
La spiritualità concreta
Come pioggia. Alle volte anche come grandine, a fine estate, quando ancora ti stai godendo il sole caldo e invece sei costretto a trovare riparo in fretta e furia, per via di un’abbondante scarica d’acqua ghiacciata che minaccia la tua incolumità .Così, spesso, nascono le critiche alla Chiesa, alla religione, che vanno poi espandendosi, nella generalizzazione (molte volte) fino a mettere in discussione la sola possibilità di guardare in alto senza vedere solo atomi opachi e di credere che ci possano essere almeno valori e ideali condivisi, capaci di renderci uomini e
Tutti ti cercano. Approfittane, Maestro! (omelia)

Perseverare non è diabolico. È (ev)angelico
A Milano le famiglie di tutto il mondo con il Papa!
L'articolo che segue è stato scritto da un giovane sacerdote diocesano.
Noi fedeli della diocesi di Milano siamo già da ora pieni di gioia per il grande evento di fede che coinvolgerà noi tutti tra qualche mese infatti c’è grande attesa per l’Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerÃ
Se non c'è l'uomo che risorgerÃ
e ha fame ed ha paura dei lupi…
Il pastore è rimasto con le altre,
al sicuro, nell'ovile.
Uno straccione affamato e stanco
(sembra un ragazzo di buona famiglia,
ma puzza di maiali) giunge ad una villa….
Vien coperto di insulti e lo cacciano via.
Un cieco (sembra che lo sia da sempre)
chiede la carità lungo la strada…
I passanti danno l'obolo,
mentre si asciuga la piscina di Siloe.
Un mesto corteo accompagna un giovane
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La ricetta dello zabaione. Parola di don Bosco.
Nella Torino dell’Ottocento – tra anime giovani ferite e nostalgia di Dio intuita – ha iniziato a brillare la sua stella, quella stella che lo fece passare alla storia come il “santo dei giovaniâ€. Tant’è che oggi, nel mezzo di un contesto nel quale dell’educazione si parla come di una sfida o di un’emergenza, si guarda volentieri a lui come alla musa ispiratrice capace di farci vincere lo scoraggiamento della fatica. “L’educazione è una cosa del cuore. Prima ama quello che i giovani amano, poi essi ameranno quello che ami tu†– disse un giorno San Giovanni Bosco, santo del
Il più schifoso della storia. E il Sublime (omelia)
Maledetto Demonio. Anche Dio può sorprendersi come dice la tradizione ebraica di quello che un giorno succederà . Nel deserto la voce di Dio è così fragorosa da confondere i sensi, procurare vertigine nell’orecchio interno che in anatomia si chiama labirinto. Il profeta abita all’estremo rischio tra il nulla e la salvezza. E il giudizio che Dio riserva a chi rifiuta le parole profetiche è identico a quello di chi rifiuta Dio stesso: “Se qualcuno non ascolterà le sue parole, io gliene domanderò contoâ€. Sergio Quinzio, figura di spicco del
"Mai dimenticherò quella notte": hanno assassinato Dio
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherà quel silenzio notturno che mi ha tolto per tutta l'eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai
Perché il mondo creda
Tienici uniti nella nostra diversità : non così uniti da spegnere la diversità , non così diversi da soffocare l’unità . Compi in noi il miracolo della tua unità : tu Uno nella sostanza eppure trino nella relazione personale.
Donaci la tua fecondità di Padre, la tua donazione di Figlio, la tua effusione di Spirito, perché il mondo creda che tu ci hai mandato e perché ci sia dato di amarlo questo mondo,
Il capitano Schettino e il capitano Ratzinger

Sono parole che parlano, al netto delle chiacchiere. Cosicché ciò che il Vangelo annuncia – e che raramente riesce ancora a sorprenderci – diviene in un battibaleno un qualcosa dalla portata sconvolgente. Il naufragio della Concordia di fronte all'Isola del Giglio rappresenta oggi una metafora eloquente di quello che Gesù ebbe a dire ai suoi discepoli in una pagina del Vangelo, quando raccomandò loro di "prendere il largo" per poi calare le reti per la pesca (Lc 5). Il contrario di "prendere il largo" è "fare l'inchino", verbo che come
Ho deciso: lascio tutto. Tu che fai? (omelia)

Polifonia di parola e silenzio
Silenzio e parola sono due movimenti della stessa partitura, due voci di uno stesso coro, due strumenti che fanno parte di un unico complesso sonoro. S’affiancano, s’accarezzano, si studiano, s’accalorano, si ritraggono, s’avvicinano. Nel tentativo, costante, di prendere il sopravvento. Solo di rado, s’accorgono di non poter fare a meno l’uno dell’altra, traendo vicendevolmente forza e valore, impeto e coraggio, durata e significato.
Una parola può lenire un dolore. Un’altra, può provocarlo o risvegliarlo. Basta anche meno: un tono, un momento, una circostanza sbagliata a far diventare sbagliata la stessa parola,
Il passatempo di chi "gioca" al cristianesimo
C'era una volta il mercantilismo servile di una certa politica a fare da scandalo all'opinione del popolo: una schiera di yes-man e di fattucchiere pronte a tutto pur di non fallire il bersaglio del potere e del drago. Eppure questa è solo la faccia della medaglia, quella che riproduce il volto di Cesare. L'altra faccia è quella che riguarda Dio e la sua Chiesa ed è una faccia da scrutare in profondità se vogliamo essere obiettivi e non cadere in problemi di coscienza. E' il volto di una certa Chiesa che, lungi
Preghiera del Gulag
(Michel Evdokimov, La prière des chrétiens de Russie) Gli appuntamenti della settimana si moltiplicano.
Il teorema della Uno Bianca. E quello di Gubbio
A Gubbio quella volta fece storia l'incontro tra un lupo e un fraticello di nome Francesco, forte solamente del suo povero saio. Eppure la vera forza di quell'episodio non fu tanto quella di avvicinarsi alla ferocia di una bestia che seminava il terrore tra le vie del paese ma di essere riuscito laddove nessuno osava immaginare: far accettare ai cittadini la presenza di un lupo. Marino Occhipinti – che tutti ricordano per essere stato uno dei ragazzi della “Uno Bianca†non è un lupo, è un uomo che
Cerchiamo Te, Amore. Tu ci blocchi le lancette (omelia)
Assolto da ogni minima colpa. Perdonato il carattere insopportabile, la ruvidezza sul volto, la severità nello sguardo, la rapacità nelle parole, la trasparenza estrema dei gesti, la sua voglia di azzerare le persone. Tutto! Giovanni Battista era riuscito a convincerne un bel po’. Un pugno di fantasia e ti sembra quasi di vederli: disposti in semicerchio di fronte al mare, il loro piccolo mare, scambiarsi simboli di conforto, d’incoraggiamento, di missione accarezzando quella sabbia che scorreva tra le mani. Sembra di sentirli, di vederli mentre abbeveravano di speranza il loro cuore
Giovinezza di vita fragile
La storia di Ben. Cupa, impietosa, tragicamente ineluttabile, a tratti – forse – anche inquietante. Eppure, trasuda speranza. Quella speranza che dà senso all’esistenza. Perché se la morte non fa più paura, resta solo la gioia.
Scalando le classifiche YouTube, complice la quiescenza delle feste, la storia di questo ragazzo raggiunge popolarità anche attraverso i telegiornali. Una storia di speranza, che travalica i confini di vita e morte, portando gli occhi a vedere oltre le barriere più fitte e invalicabili.
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{qtube vid:=tmlTHfVaU9o}Dio Amore ha bisogno dell'uomo
Libertà . Arma a doppio taglio: da soli non è possibile salvarci, eppure Dio non accetta la possibilità di caplestarla. Si tratta di una condizione vitale e irriducibile, per l'uomo!
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Amico, gli dissi quella sera, lei mi consiglia di aspettare tutto da Dio, ma se mi aspetto tutto da lui, che cosa mi rimane da fare?Ti rimane tutto da fare, disse. Cerca di capirmi: l'artista più grande non può suonare su delle corde rotte, il soffio del vento resta impotente di fronte alla barca che non ha albero, che ha vele ripiegate, il più puro dei ghiacciai non