storia
STORIA: La data del martirio di Pietro di Margherita GUARDUCCI
La data del martirio di Pietro
tratto da: 30 Giorni, anno XIV, marzo 1996, p. 79-82.
STORIA: La nascita di Gesù - di Giuseppe RICCIOTTI
La nascita di Gesù
tratto da: Giuseppe RICCIOTTI, Vita di Gesù Cristo, Mondadori, Milano 1999, § 173.
STORIA: Vide e credette. da - Un indagine sul Sepolcro vuoto -
Vide e credette. Persili
tratto da: Vittorio MESSORI, Dicono che è risorto. Un’indagine sul Sepolcro vuoto, Sei, Torino 2000, p. 120-138.
Cap. XII. Vide e credette
Gli ultimi giorni di Gesù - di Pierluigi BAIMA BOLLONE
|
|
||
| Categoria: Storia | ||
| Autore: Pierluigi BAIMA BOLLONE | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
| ISBN: -- | ||
| Contenuto: |
Fonti: testo tratto da storialibera.it - foto di six steps |
Vangeli: al centro la storia - di Marta Sordi
|
|
||
| Categoria: Storia | ||
| Autore: Marta SORDI | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
| ISBN: -- | ||
| Contenuto: |
I Vangeli sono testimonianze fondate storicamente. Luca si rifà apertamente alla storiografia scientifica greca. Ma tutto il Nuovo Testamento ha valenza storica. Lo prova l'utilizzo che fa del concetto di martirio. in II, 22, 2 Erodoto dichiara incredibile che il Nilo nasca dallo scioglimento delle nevi e ritiene "proton kai meghiston martyrion", prova fondamentale della sua affermazione, i venti caldi che soffiano dalle zone da cui il Nilo deriva; Tucidide (I, 8,1) afferma che la prova ("martyrion") che gli isolani dell'Egeo erano pirati Cari e Fenici è fornita dalle armi trovate nelle sepolture di Delo al tempo della purificazione dell'isola; Senofonte (Hell. I, 7, 4) ricorda che Teramene, durante il processo delle Arginuse, citò una lettera degli strateghi a conferma ("martyrion") della sua versione dei fatti. Caratteristiche sono le forme polibiane ("martyrion... pisteos charin" II, 38, 11; "martyrion pros pistin" XXI, 11, 4; "martyrion pros aletheian" I, 20, 1 3), in cui dall'accertamento di un fatto si passa alla credibilità ("pistis" in greco indica fede) di chi afferma e di ciò che è stato affermato e all'idea di verità ("aletheia"). Il significato fondamentale di testimone, testimonianza, prova di fatti storicamente accertati e della verità dei termini "martys, martyria, martyrion" e dei verbi corrispondenti, si ritrova nel largo uso che il Nuovo Testamento fa di essi e nella traduzione che la vulgata ne dà in latino: "testis, testimonium, testificor". In ambedue i passi "martys" e "martyreo" hanno il significato noto nel greco classico, ma si fa strada l'idea di una testimonianza data anche con l'offerta della vita. E questo il significato che il termine "martys" ha nell'Apocalisse (2, 13), in cui Antipa, ucciso per la fede a Pergamo, è detto "ho martys mou pistos", il mio testimone fedele: qui il testimone, che paga la sua testimonianza con l'offerta della vita, non è più testimone soltanto dei fatti e della verità, ma di una Persona, Cristo. Si capisce così il prologo del suo Vangelo, che comincia con una dichiarazione metodologica che, nelle parole e nei concetti, si rifà apertamente alla storiografia scientifica greca, di cui Tucidide era stato maestro: "Poiché molti hanno preso l'iniziativa di raccontare gli avvenimenti ("pragmata"), che si sono compiuti fra noi, come li hanno tramandati coloro che sono stati fin dall'inizio testimoni oculari ("hoi ap'arches autoptai") e servi della Parola, ho deciso anch'io, egregio Teofilo, dopo aver vagliato tutto fin dall'inizio con senso critico ("akribes") di scriverteli ordinatamente, affinché tu conosca la sicurezza ("asphaleia") di ciò che ti è stato insegnato a viva voce". Fonti: testo tratto da storialibera.it - immagine tratta dalla rete |
Trovati i resti dell'apostolo Paolo nel sarcofago consegnato dalla Tradizione
|
|
||
| Categoria: Storia | ||
| Autore: Adnkronos - 29 giugno 2009 | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
| ISBN: -- | ||
| Contenuto: |
29 giugno 2009 - Trovati i resti dell'apostolo Paolo nel sarcofago consegnato dalla Tradizione: effettuate analisi del Carbonio 14
Roma, 29 giugno - Dopo il ritrovamento della più antica icona di San Paolo, un’altra rivelazione sull’Apostolo delle Genti: i suoi resti mortali sono conservati proprio nella tomba di Paolo di Tarso, sotto l'omonima basilica romana. Ad annunciarlo è stato ieri Benedetto XVI, non nascondendo una ''profonda emozione'' nel rivelare al mondo l’esito della prima ricognizione, effettuata attraverso una sonda, nella tomba di Paolo. Le analisi e i reperti trovati, frammenti d'ossa, grani d'incenso, un lino laminato d'oro, hanno confermato - ha scandito Papa Ratzinger - la tradizione religiosa di quasi venti secoli, secondo cui, proprio in quel sarcofago, vengono venerati i resti dell'apostolo. E’ la conclusione migliore dell'Anno Paolino, dedicato al bimillenario della nascita dell’uomo convertito al Vangelo sulla via di Damasco. Nella Basilica romana dedicata all'apostolo delle genti, durante una cerimonia ecumenica a cui ha preso parte anche una delegazione ortodossa da Costantinopoli (Istanbul), Benedetto XVI ha spiegato la recente e “attenta” analisi scientifica. “Nel sarcofago che non è mai stato aperto in tanti secoli - ha raccontato il Santo Padre – è stata praticata una piccolissima perforazione per produrre una speciale sonda mediante la quale sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato di oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino. E' stata anche rilevata la presenza di grani di incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree”. “Inoltre - ha proseguito Ratzinger - piccolissimi frammenti ossei, sottoposti all'esame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro provenienza sono risultati appartenere a persona vissuta tra il primo e il secondo secolo”. Questo, ha tratto le conclusioni Benedetto XVI, “sembra confermare l'unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell'apostolo Paolo. Tutto questo riempie il nostro animo di profonda emozione”. Al suo fianco, ieri c’era l'arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura, il card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, che oggi, in un'intervista a 'La Repubblica' ha spiegato: “Lo sapevamo da più di un anno che nel sarcofago ci sono le ossa di San Paolo, ma non lo abbiamo detto prima perché era un annuncio che spettava fare solo al Santo Padre. E ci ha riempito di gioia sentirlo alla solenne chiusura dell'anno Paolino”. “Solo il Papa può dare annunci così solenni e impegnativi - ha aggiunto - Sono molto soddisfatto che i pochi che lo sapevano hanno fedelmente rispettato il giuramento pontificio a mantenere il segreto a cui erano stati sottoposti quando è stato autorizzato l'inserimento del sondino nel sarcofago per avviare lo studio del contenuto. Sono felice, emozionato per la scoperta in se': avere la certezza che si tratta veramente dei resti dell'Apostolo non può che riempirci di gioia come cristiani e non solo”. Le Scritture narrano che Paolo fu catturato, su accusa dei giudei del Tempio, verso la fine degli anni 50 a Gerusalemme. In quanto cittadino romano, chiese di essere giudicato a Roma, dove arrivò nel 60-62, dopo essere stato per anni agli arresti domiciliari a Cesarea Marittima e al termine di un viaggio rocambolesco, con tanto di naufragio a Malta. Secondo gli Atti degli Apostoli San Paolo fu probabilmente liberato e poi arrestato nuovamente: il suo martirio avvenne per decapitazione verso il 66-67 sulla via Laurentina, in un posto chiamato allora 'le tre taverne' e divenuto oggi 'le tre fontane'. La sepoltura fu fatta sulla via Ostiense, dove sorge la Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Già dal secondo secolo d. C., racconta la tradizione cristiana, si pregava sulla tomba dell'apostolo, instancabile missionario del vangelo.
Fonte: Adnkronos 29 giugno 2009 |
L ambiente di Pietro - Carsten Peter THIEDE
|
|
||
| Categoria: Storia | ||
| Autore: Carsten Peter THIEDE | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
| ISBN: -- | ||
| Contenuto: |
|
fonti: testo stratto da storialibera.it immagine di aldoaldoz |
Dalla via dolorosa al Golgota - Stefano ZURLO
|
|
||
| Categoria: Storia | ||
| Autore: Stefano ZURLO | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
| ISBN: -- | ||
| Contenuto: |
|
Fonti: testo tratto storialibera.it - immagine di Sébastien GARNIER
|
Inchiesta sulla nascita di Gesu. Le ultime scoperte rivelano che...
|
|
||
| Categoria: Storia | ||
| Autore: Antonio Socci | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
| ISBN: -- | ||
| Contenuto: |
|
Le tracce anagrafiche di Gesù ci portano sul Campidoglio di Roma, da dove si gode una veduta mozzafiato dei Fori imperiali. Il fazzoletto di terra tra il Tabularium - che sta alle fondamenta dell'attuale municipio - e l'Aerarium del Tempio di Saturno, duemila anni fa era il centro del mondo. In quel punto erano custoditi i documenti del censimento di Augusto, secondo Tertulliano "teste fedelissimo della natività di Nostro Signore". Secondo uno studio recente nelle origini familiari di Gesù troviamo la stessa tribù discendente da Caino, il primo omicida della storia. In Numeri 24, 21 si dice che i Qeniti sono i discendenti di Caino, verranno assorbiti dal popolo ebraico e la loro terra è dove poi sorgerà Betlemme. In un passo successivo (34,19) con Giosuè sono raccolti, per la spartizione della terra conquistata, i capi delle dodici tribù d'Israele. A capo della tribù di Giuda sta Kaleb detto il Qenizita, a cui Giosuè assegna una porzione della terra di Giuda. I Qeniti, spiega Tommaso Federici, sono dunque "una sottotribù di Giuda, la loro terra sta nella 'parte montagnosa', con capitale Hebron. Essa comprendeva la Betlemme di Kaleb, attraverso la sua sposa Efrata". Dunque "i Davididi sono i Qeniti o Cainiti". Ecco - commenta Federici "sopra quale abisso è disceso l'Immortale Eterno per assumere la carne dei peccatori. Cristo Signore così riassume in sé ogni Caino d'ogni tempo, per salvarlo". Gesù dunque è "il segno" che Dio aveva posto sopra Caino "per cui questi ha salva la vita". Nel profeta Isaia leggiamo infatti: "Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori... è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti". Nello stesso ceppo familiare di Gesù sono riassunti "sia Israele, sia Giuda, sia i pagani ed i peccatori più lontani. Di fatto" spiega Federici "a Betlemme, Booz, antenato di David, sposando Rut la Moabita, dunque pagana e idolatra, l'inserisce a pieno titolo nel popolo di Dio, tanto che diventa antenata di David". Le donne della genealogia di Gesù scriveva il cardinale Van Thuan "colpiscono per le loro storie, sono donne che si trovano tutte in una situazione irregolare e di disordine morale: Tamar è una peccatrice, che con l'inganno ha avuto una unione incestuosa col suocero Giuda; Raab è la prostituta di Gerico che accoglie e nasconde le due spie israelite inviate da Giosuè e viene ammessa nel popolo ebraico; Rut è una straniera; della quarta donna... 'quella che era stata moglie di Urìa', si tratta di Betsabea, la compagna di adulterio di David". A lungo si è ritenuto che il 25 dicembre fosse una data convenzionale, scelta per contrastare le feste pagane del Natale Solis invicti (da identificare forse con Mitra, forse con l'imperatore romano). Ma recentemente una scoperta archeologica fatta tra i papiri di Qumran ha clamorosamente suggerito la possibile esattezza di quella data. Dal "Libro dei Giubilei" uno studioso israeliano, Shemarjahu Talmon ha ricostruito la successione dei 24 turni sacerdotali relativi al servizio nel Tempio di Gerusalemme e ha scoperto che "il turno di Abia" corrispondeva all'ultima settimana di settembre. La Chiesa tutta poi celebra nove mesi dopo la nascita del Battista e tutta la liturgia cristiana è impostata su questa data giacché Luca (1, 26) spiega che l'annuncio a Maria avviene quando Elisabetta era al sesto mese di gravidanza. In effetti la Chiesa celebra l'Annunciazione il 25 marzo e il Natale del Signore nove mesi dopo, il 25 dicembre (lo attesta già un calendario liturgico del 326 d.C.). Ne discende che se ha fondatezza storica l'annuncio a Zaccaria il 23 settembre, a catena - come ha dimostrato Antonio Ammassari - acquisiscono storicità anche la data dell'Annunciazione e quella del Natale. E' con una storia così ordinaria, così normale, che Dio - per i cristiani - è venuto nel mondo. E con lui la bellezza, la bontà e la salvezza. Incontrarlo è il senso della vita. Scrive Péguy: "Felici coloro che bevevano lo sguardo dei tuoi occhi".
Fonti: testo tratto da storialibera.it - immagine tratta da it.wikipedia.org |





