25 Luglio 2010 - La Preghiera è un BISOGNO VITALE dell'uomo

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Lc 11,1-13

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NUOVA RIVEDUTA

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Luca 11 1-13

1 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno;
3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
4 e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
5 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani,
6 perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgliâ€,
7 e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i paniâ€,
8 vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
9 Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
10 Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
11 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?
12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
13 Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Luca 11 1-13

1 Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
2 Egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno;
3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano;
4 e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione"».
5 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: "Amico, prestami tre pani,
6 perché un amico mi è arrivato in casa da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti";
7 e se quello dal di dentro gli risponde: "Non darmi fastidio; la porta è già chiusa, e i miei bambini sono con me a letto, io non posso alzarmi per darteli",
8 io vi dico che se anche non si alzasse a darglieli perché gli è amico, tuttavia, per la sua importunità, si alzerà e gli darà tutti i pani che gli occorrono.
9 Io altresì vi dico: Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto.
10 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa.
11 E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente?
12 Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione?
13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»

Luca 11 1-13

1 E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo.
3 Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario.
4 E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno"».
5 Poi disse loro: «Chi è fra voi colui che ha un amico, che va da lui a mezzanotte, dicendogli: "Amico, prestami tre pani,
6 perché un mio amico in viaggio è arrivato da me, e io non ho cosa mettergli davanti";
7 e quello di dentro, rispondendo, gli dice: "Non darmi fastidio, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me; non posso alzarmi per darteli"?
8 Io vi dico che anche se non si alzasse a darglieli perché gli è amico, nondimeno per la sua insistenza si alzerà e gli darà tutti i pani di cui ha bisogno.
9 Perciò vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.
10 Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa.
11 E chi è tra voi quel padre che, se il figlio gli chiede del pane, gli dà una pietra? O se gli chiede un pesce gli dà al posto del pesce una serpe?
12 O se gli chiede un uovo, gli dà uno scorpione?
13 Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono».


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  "... le cose si possono fare o non fare, ma la cosa più importante è stare nella volontà di Dio, immergerci in Cristo e nella Sua Gioia...facciamoci invadere dalla tenerezza del Suo Amore..."  (Luca 10,38-42) - di Don Fabio Rosini

     

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(Leggi il Commento della settimana scorsa)   ***questo servizio è offerto da catechista.it

 

La Preghiera è un bisogno vitale dell'uomo
suor Giuseppina Pisano  - 29/07/2007

«Signore, insegnaci a pregare...»; la preghiera è il tema centrale della liturgia eucaristica di questa domenica; tema altissimo, e vasto, che, in una riflessione, necessariamente breve, può solo essere accennato, con spunti che, possono esser utili, ad aprire orizzonti di meditazione e di contemplazione.

"L'orazione, scrive Tertulliano, è un sacrificio spirituale..."; essa è l'azione sacra per eccellenza, che l'uomo può compiere, entrando in comunicazione col Dio altissimo, ed è Lui stesso, il Signore, che, col dono del suo Spirito, libera in noi la capacità di pregare: "Apri, Signore, le mie labbra, ci fa dire la liturgia, e, la mia bocca proclamerà la tua lode!", una lode all'infinita maestà e grandezza di Dio, ma, più spesso, una preghiera riconoscente per la misericordia, con la quale Egli si china, su quanti lo supplicano.

È la prima lettura ad offrirci, nel patriarca Abramo, una grandiosa icona di preghiera; con quello splendido, drammatico colloquio con Dio; una preghiera di supplica e di intercessione, per gli abitanti di Sodoma e Gomorra che, a motivo del loro vivere perverso, avevano provocato un giudizio inappellabile da parte di Dio: la distruzione.

L'audacia del Patriarca ha qualcosa di incredibile, essa è segno di una fede sconfinata nel suo Dio, fede nella misericordia di Lui, che non è un Dio inflessibile, o giudice inesorabile, ma, un Dio pronto a cancellare il debito, e, a cancellarlo per amore.

È questa, la frase che il Signore ripete, alla supplica insistente del suo servo: «Se, a Sodoma troverai cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città».

I giusti, però, sono veramente pochi, e Abramo lo sa, come lo sa Dio, tuttavia, la preghiera non tace; il numero dei giusti si assottiglia: sono quarantacinque, sono trenta, poi sono venti, e, infine soltanto dieci; ma l'anziano uomo di Dio, non si scoraggia, anzi, col decrescere dei giusti il suo ardire aumenta: «Vedi, come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere...»

L'ardore della supplica, e l'umiltà, in un parlare pur tanto ardito, commuovono il cuore di Dio, il quale, altro non desidera, se non la salvezza dell'uomo.

In Sodoma e Gomorra, come nell'intera umanità, per quanto si cerchi, non c'è un solo giusto; tuttavia, il Signore si mostra paziente, e si rivela un: "... Dio di pietà e compassionevole, lento all'ira e grande nell'amore." ( sl 85), come il Salmista canta.

Bisognerà giungere alla "pienezza dei tempi", per veder sorgere, tra gli uomini, un "sole di giustizia": Cristo Gesù, Figlio di Dio, che, fattosi carico di tutto il dolore dell'uomo, compreso quello del peccato, con la sua morte, renderà giusti, quanti crederanno in Lui e accoglieranno il dono della redenzione.

Ed ecco la seconda icona di preghiera, che oggi la liturgia ci offre: è lo stesso Figlio di Dio, del quale, il racconto di Luca ci parla: "Un giorno, Gesù si trovava in un luogo a pregare...".

Sappiamo che la comunione, come la visione del Padre, nel Figlio di Dio è ininterrotta, comunque, Egli è uomo, veramente e pienamente uomo, e, come tale, prega, in solitudine, nei luoghi appartati, o in presenza a testimoni, ma prega; ed è questa, la ragione principale, per cui, anche noi, dobbiamo pregare.

Scrive Tertulliano, sempre, nel trattato sulla preghiera: "C'è un fatto, che dimostra più di ogni altro il dovere dell'orazione; ecco, è questo: il Signore stesso ha pregato."

Sarebbe interessante, oltre che utile, per la nostra crescita spirituale, approfondire la conoscenza e la contemplazione della preghiera di Gesù, così, come i quattro Vangeli la descrivono, e tentare di coglierne la grandezza e la profondità; per fare, di essa il modello del nostro pregare.

Luca, oggi, nel suo racconto, ci parla di una preghiera filiale, l'orante cristiano, infatti, non è più prostrato come un servo, ma è in posizione eretta, perché parla a Dio da figlio; ed è questo il primo insegnamento del Maestro, che, sollecitato da uno dei discepoli, dà una traccia di preghiera breve, precisa, completa, vera.

«Quando pregate dite: Padre!...»; quella che Luca riferisce, è la formulazione più breve, di questa preghiera, e, proprio perciò, quella, sicuramente, più vicina alle parole stesse del Maestro, il quale mette in bocca ai discepoli una espressione oltremodo tenera con cui rivolgersi al Padre suo, che è anche Padre nostro; Gesù ci insegna a rivolgerci a Lui con lo stesso linguaggio d'un bimbo, che dice: "Papà mio, papà caro, babbo...".

È dunque, con un atteggiamento semplice e di sconfinata fiducia, che l'uomo deve rivolgersi al suo Dio, innanzitutto, per lodarlo e adorarlo, come è detto nelle parole: «sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno...»; e, solo successivamente, si presentano a Lui le necessità inderogabili, della vita di ogni giorno, come il bisogno di nutrimento, "dacci oggi il pane quotidiano..."; o di ordine morale, come il perdono: "perdona i nostri debiti, perché anche noi perdoniamo.."; infine, l'uomo supplica Dio, perché non lo lasci solo nei momenti della prova:" non ci indurci in tentazione."

«Signore, insegnaci a pregare...», e Gesù, in quella formula, così breve, ci ha insegnato che la preghiera è innanzitutto uno slancio verso l'Alto, con il Tu filiale, che si apre all'adorazione del Padre, e si trasforma, poi, in quel "noi", segno della dimensione fraterna del vivere, che dovrebbe vedere uniti e solidali tutti gli uomini, con i loro bisogni temporali, sintetizzati nel simbolico " pane", e in quelli morali, e, tra questi, innanzitutto, il perdono reciproco e la pace; quella pace profonda, di chi si tiene lontano dalle insidie del peccato.

Una preghiera, questa del "Padre", che non può, non essere esaudita; ed è Gesù stesso a darne la ragione, con due brevi, splendide parabole, tratte dalla vita quotidiana «Se, uno di voi ha un amico, dice il Signore, e va da lui a mezzanotte a dirgli: prestami tre pani, perché...» e, nonostante il ripetuto diniego, il visitatore importuno non demorde, «vi dico, continua il Maestro, che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per l'insistenza.»

L'insistenza, che è anche sinonimo di perseveranza, mossa dalla fiducia, è quella che ottiene, che apre le porte e consente di conseguire quel che si desidera; "chiedete, bussate, cercate" sono i verbi che Gesù usa, per educare ad un atteggiamento di filiale attesa verso Dio, che è Padre; un padre che, in bontà e provvidenza, supera, ogni altro padre sulla terra; infatti, dice il Signore: «Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

Si, perché alla preghiera dell'uomo, Dio risponde, non soltanto concedendo quel che è necessario per la vita temporale, ma, donando anche se stesso, introducendoci nel Mistero grande della sua vita, che è relazione d'amore tra Padre, Figlio e Spirito Santo.

La preghiera
; è dunque un bisogno vitale dell'uomo, che S. Agostino definisce: "gemito del cuore"; un gemito, che non deve mai tacere, possono, talvolta, tacere le labbra, ma il cuore deve sempre pulsare per Dio, ed ogni suo battito è preghiera.


Fonti: Immagine di mynameis.Jeime  -  testo tratto da qumran2.net

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