Beato Angelico Pala di S. Marco 1438-43 Firenze, Museo di S. Marco (cm 220 x 227)
Beato Angelico Pala di S. Marco 1438-43 Firenze, Museo di S. Marco (cm 220 x 227)
Il pittore Fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro Trosini (1395 ca. Vicchio nel Mugello – Roma 1455), è noto a noi col nome di Fra Angelico o Beato Angelico. Appellativo, quest’ultimo, attribuitogli dal Vasari nel Cinquecento anche se questo frate domenicano verrà effettivamente beatificato solo nel 1984 da papa Giovanni Paolo II.
Beato Angelico si formò artisticamente nella bottega fiorentina di Lorenzo Monaco. Dal suo maestro riprende sia i colori accesi e innaturali che l’uso di una luce fortissima che annulla le ombre e partecipa al misticismo delle scena sacra. Tutti elementi che ritroviamo nella sua produzione miniaturistica e nelle sue prime tavole.
Quest’ opera, risalente agli anni ’40, venne realizzata per l’altare centrale della chiesa di San Marco a Firenze. Fu commissionata all’artista insieme alla decorazione pittorica di tutto il convento di S. Marco da Cosimo il Vecchio de’ Medici e da suo fratello Lorenzo per essere un manifesto del loro prestigio politico e culturale.
Il soggetto del pannello centrale, qui riportato, è una Madonna e Santi o Sacra Conversazione. I santi inginocchiati sono S. Cosma e S. Damiano, i due santi di casa Medici. La Vergine siede su un maestoso seggio in forma di arco trionfale classico. Tutt’intorno la scena si muovono una schiera di angeli e i santi Lorenzo, Marco, Giovanni Evangelista, Domenico, Francesco e Pietro da Verona. Un bosco sullo sfondo fa da cornice e contiene continui appellativi biblici riferiti alla Vergine e che l’uomo colto dell’epoca riusciva a captare (Cedro del Libano, Cipresso del Monte Sion, Palma in Cedes, Giardino di rose in Gerico).
La pala, smembrata durante le soppressioni napoleoniche, è costituita, oltre che dal pannello centrale, anche da sei tavolette con santi e da due pannelli della predella con "La sepoltura dei santi Cosma e Damiano e dei loro fratelli" e "Il sogno del diacono Giustiniano". Quest’opera è considerata la prima pala del Rinascimento fiorentino sia per il modo in cui rappresenta la spazialità attraverso la prospettiva (i santi creano la piramide visiva e la Vergine col Bambino ne è il fulcro) che per l’abbandono della struttura del polittico medievale. Nel 2006 sono state rinvenute altre due tavolette raffiguranti due santi domenicani (Vicenzo Ferrer e Giordano di Sassonia). Proprio in questo periodo è possibile ammirarle, insieme al pannello centrale, nel Museo di San Marco in una mostra che sarà aperta dal 20 dicembre 2008 all’8 marzo 2009.