DICHIARAZIONE CONGIUNTA SULLA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE Tra Chiesa Cattolica e Chiesa Luterana

 


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Raffaele Di Francisca
Evangelista  Laico Cristiano Cattolico
– Catania - Collaboratore di One Body One Spirit Project - Presidente e Fondatore della comunità ecumenica carismatica di evangelizzazione

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DICHIARAZIONE CONGIUNTA  SULLA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE

La dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione tra la federazione delle chiese luterane e la chiesa cattolica segna un punto di convergenza molto importante per l’eliminazione di pregiudizi e dei contrasti risalenti al periodo della controriforma ovvero del Concilio di Trento.

La dichiarazione è composta da una premessa e da cinque capitoli:

1. Messaggio biblico della giustificazione
2. La giustificazione come problema ecumenico
3. La comune comprensione della giustificazione
4. La spiegazione della comune comprensione della giustificazione
5. Il significato e la portata del consenso raggiunto.

Il capitolo 4 è quello che si articola in più paragrafi:
4.1 Incapacità e peccato dell’uomo di fronte alla giustificazione
4.2 Giustificazione come perdono dei peccati e azione che rende giusti
4.3 Giustificazione mediante la fede e per grazia
4.4 L’essere peccatore del giustificato
4.5 La Legge e il Vangelo
4.6 La certezza della salvezza
4.7 Le buone opere del giustificato.

Il documento si apre con l’affermazione dello scopo di questa dichiarazione: << Essa vuole mostrare che, sulla base di questo dialogo, le Chiese luterane e la Chiesa cattolica che lo sottoscrivono sono ormai in grado di enunciare una comprensione comune della nostra giustificazione operata dalla grazia di Dio per mezzo della fede in Cristo.>>  Il lavoro svolto dai teologi in tal senso mira all’eliminazione e alla revoca delle condanne dottrinali.

La parte sul Messaggio biblico della giustificazione raccoglie tutti i versetti biblici che servono da base per sostenere questa tesi. 

Nella morte e risurrezione di Cristo si radicano tutte le dimensioni della sua opera salvifica, poiché egli è il «nostro Signore, il quale è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione» (Rm 4, 25). Inoltre viene affermato: «Il giusto vivrà per la sua fede» (Rm 1, 17). È grazie alla croce di Cristo che abbiamo ricevuto la salvezza «Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede ; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere» (Ef 2, 8s). Il capitolo passa a spiegare cosa s’intende per giustificazione: <<La giustificazione è perdono dei peccati (Rm 3, 23-25 ; At 13, 39 ; Lc 18, 14), liberazione dal potere di dominio esercitato dal peccato e dalla morte (Rm 5, 12-21) e liberazione dalla maledizione della Legge (Gal 3, 10-14)>>.Quindi si può affermare con san Paolo: «Non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù» (Rm 8, 1) e nei quali Cristo vive (Gal 2, 20). È l’opera della giustificazione si allarga a tutti gli uomini: <<Mediante l’opera di giustizia di Cristo vi sarà per tutti gli uomini «la giustificazione che dà vita» (Rm 5, 18)>>.

Il dialogo ecumenico, realizzato dal Concilio Vaticano II in poi, ha condotto ad una significativa convergenza a riguardo della dottrina della giustificazione. Essa permette di formulare in questa Dichiarazione congiunta un consenso su verità fondamentali della dottrina della giustificazione alla luce del quale le condanne dottrinali del XVI secolo ad essa relative oggi non riguardano più la controparte.

Al numero 15 del terzo capitolo dedicato a “la comune comprensione della giustificazione” è scritto il nucleo della dichiarazione: <<Insieme crediamo che la giustificazione è opera di Dio uno e trino. Il Padre ha inviato il Figlio nel mondo per la salvezza dei peccatori. L’incarnazione, la morte e la resurrezione di Cristo sono il fondamento e il presupposto della giustificazione. Pertanto, la giustificazione significa che Cristo stesso è la nostra giustizia, alla quale partecipiamo, secondo la volontà del Padre, per mezzo dello Spirito Santo. Insieme confessiamo che non in base ai nostri meriti, ma soltanto per mezzo della grazia, e nella fede nell’opera salvifica di Cristo, noi siamo accettati da Dio e riceviamo lo Spirito Santo, il quale rinnova i nostri cuori, ci abilita e ci chiama a compiere le buone opere>>.

Poi si passa ad enumerare l’azione della misericordia di Dio: <<La fede stessa è anch’essa dono di Dio per mezzo dello Spirito Santo che agisce, per il tramite della Parola e dei Sacramenti, nella comunità dei credenti, guidandoli verso quel rinnovamento della vita che Dio porta a compimento nella vita eterna>>. E continua dicendo: <<dobbiamo la nostra vita nuova soltanto alla misericordia di Dio che perdona e che fa nuove tutte le cose, misericordia che noi possiamo ricevere soltanto come dono nella fede, ma che non possiamo meritare mai e in nessun modo>>.

Si tratta di comprendere una volta per tutte che l’uomo da solo non può meritare nient’altro che la condanna per i propri peccati. È solo lo Spirito Santo effuso sulla croce da Gesù Cristo che ci giustifica dinanzi al Padre: <<Luterani e cattolici tendono insieme alla meta di confessare in ogni cosa Cristo, il solo nel quale riporre ogni fiducia, poiché egli è l’unico mediatore (1 Tm 2, 5s) attraverso il quale Dio nello Spirito Santo fa dono di sé e effonde i suoi doni che tutto rinnovano>>.

Il capitolo 4 afferma il tema della spiegazione della comune comprensione della giustificazione riaffermando che la giustificazione avviene soltanto per opera della grazia. Dal fatto che cattolici e luterani confessano insieme tutto questo, deriva quanto segue. Ecco alcuni passi fondamentali:

•    Quando i cattolici affermano che l’uomo, predisponendosi alla giustificazione e alla sua accettazione,   «coopera» con il suo assenso all’azione giustificante di Dio, essi considerano tale personale assenso non come un’azione derivante dalle forze proprie dell’uomo, ma come un effetto della grazia.
•    Quando essi affermano che la grazia di Dio è amore che perdona («favore di Dio»), non negano il rinnovamento della vita del cristiano, ma vogliono piuttosto affermare che la giustificazione è svincolata dalla cooperazione umana e non dipende neppure dagli effetti di rinnovamento della vita che la grazia ha nell’uomo.
•    Insieme confessiamo che nel battesimo lo Spirito Santo unisce l’uomo a Cristo, lo giustifica e effettivamente lo rinnova. E tuttavia il giustificato, durante tutta la sua vita, non può mai fare a meno della grazia incondizionatamente giustificante di Dio. Anche il giustificato deve chiedere ogni giorno perdono a Dio, così come si fa nel Padre nostro (Mt 6, 12 ; 1 Gv 1, 9) ; egli è continuamente chiamato alla conversione e alla penitenza e continuamente gli viene concesso il perdono.

Bellissimo questo passaggio della dichiarazione che dovrebbe divenire l’itinerario giornaliero del cristiano: <<E, nonostante il peccato, il cristiano non è più separato da Dio, poiché, nato di nuovo mediante il battesimo e lo Spirito Santo, ritornando quotidianamente al battesimo, egli riceve il perdono del suo peccato, per cui il suo peccato non lo condanna più e non è più per lui causa di morte eterna>>. Si parla ufficialmente di una nuova nascita, la nascita dall’alto richiesta da Gesù a Nicodemo per entrare nel regno di Dio.
Con il Concilio Vaticano II, i cattolici affermano che credere significa abbandonarsi interamente a Dio, che ci libera dalle tenebre del peccato e della morte e ci desta alla vita eterna. In questo senso l’uomo non può credere in Dio e contemporaneamente ritenere che la sua promessa non è affidabile. Nessuno può dubitare della misericordia di Dio e del merito di Cristo, allorché ciascuno può temere per la sua salvezza se considera le sue debolezze e le sue mancanze. Il credente, pur conoscendo i suoi fallimenti, può essere certo che Dio vuole la sua salvezza

 

Nel settimo paragrafo del quarto capitolo dal titolo “Le buone opere del giustificato” si fa una comparazione tra la concezione cattolica e luterana delle buone opere:

•    Secondo la concezione cattolica, le buone opere, compiute per mezzo della grazia e dell’azione dello Spirito Santo, contribuiscono ad una crescita nella grazia, di modo che la giustizia ricevuta da Dio è preservata e la comunione con Cristo approfondita. Quando i cattolici affermano il «carattere meritorio» delle buone opere, essi intendono con ciò che, secondo la testimonianza biblica, a queste opere è promesso un salario in cielo. La loro intenzione è di sottolineare la responsabilità dell’uomo nei confronti delle sue azioni, senza contestare con ciò il carattere di dono delle buone opere, e tanto meno negare che la giustificazione stessa resta un dono immeritato della grazia.

•    Anche nei luterani si riscontra il concetto di una preservazione della grazia e di una crescita nella grazia e nella fede. Anzi, essi sottolineano che la giustizia in quanto accettazione da parte di Dio e partecipazione alla giustizia di Cristo, è sempre perfetta. Al tempo stesso affermano che i suoi effetti possono crescere nella vita cristiana. Considerando le buone opere del cristiano come «frutti» e «segni» della giustificazione e non «meriti» che gli sono propri, essi comprendono, allo stesso modo, conformemente al Nuovo Testamento, la vita eterna come «salario» immeritato nel senso del compimento della promessa di Dio ai credenti.

La comprensione della dottrina della giustificazione esposta in questa Dichiarazione mostra l’esistenza di un consenso tra luterani e cattolici su verità fondamentali di tale dottrina della giustificazione.  Alla luce di detto consenso sono accettabili le differenze che sussistono per quanto riguarda il linguaggio, gli sviluppi teologici e le accentuazioni particolari che ha assunto la comprensione della giustificazione. Per questo motivo l’elaborazione luterana e l’elaborazione cattolica della fede nella giustificazione sono, nelle loro differenze, aperte l’una all’altra e tali da non invalidare di nuovo il consenso raggiunto su verità fondamentali.

Oltre al consenso sulle verità fondamentali della dottrina della giustificazione la dichiarazione chiede di trovare un riscontro nella vita e nell’insegnamento delle Chiese. Al riguardo permangono ancora questioni, di importanza diversa, che esigono ulteriori chiarificazioni. Esse riguardano, tra l’altro, la relazione esistente tra Parola di Dio e l’insegnamento della Chiesa, l’ecclesiologia, l’autorità nella Chiesa e la sua unità, il ministero e i sacramenti, ed infine la relazione tra giustificazione e etica sociale: <<Le Chiese luterane e la Chiesa cattolica si adopereranno ad approfondire la comprensione comune esistente affinché essa possa dare i suoi frutti nell’insegnamento e nella vita ecclesiale>>.

La dichiarazione si conclude con un ringraziamento al Signore per aver spinto le chiese al passo decisivo per il superamento della divisione e con una invocazione:

<< Preghiamo lo Spirito Santo affinché egli continui a guidarci verso quell’unità visibile che è la volontà di Cristo>>.



 

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