Le DUE UNITA' - Appunti sulla predicazione di Padre Raniero Cantalamessa

Le DUE UNITA'

3° incontro di CRECES, Buenos Aires,

giugno 2006 - Appunti sulla predicazione di Padre Raniero Cantalamessa, predicatore del papa.

 

 
Mi hanno raccontato che in questo luogo vengono organizzati incontri di boxe e di lotta libera. Questo sarà un incontro di lotta e di boxe, ma contro il nostro nemico comune: il diavolo, colui che ci separa e ci divide.

 Gesù è la nostra pace, colui che di due popoli ne ha fatto uno solo... Lui ha fatto dei due popoli un solo corpo, distruggendo in se medesimo la inimicizia. Ed è per Gesù che gli uni e gli altri abbiamo libero accesso al Padre, perchè Egli ha abbattuto il muro che ci separava da Lui.

 L’unità che tanto cerchiamo esiste già, solo dobbiamo riscoprirla. Però essa esiste già. Ed è un dono di Dio.

 L’unità realizzata per mezzo di Cristo Gesù si fa viva nella Chiesa grazie allo Spirito Santo.

  Esistono due livelli di unità:

 

  1) L’unità carismatica e pentecostale: questa è l’unità che ci fu il giorno di Pentecoste, la stessa che era viva anche nella casa del centurione. Si tratta di un’iniziativa divina, potente e creativa. E’ un’unità pneumàtica, carismatica, che comprende la lode, la preghiera. Questa unità non è solo di fede o dottrinale, ma è un’unità totale, dell’anima e del cuore.

 Ma questa unità da sola non è sufficiente. E’ necessaria un’altra unità, che organizza ciò che ci è stato dato spiritualmente.

 

  2) L’unità istituzionale: sorse dopo la Pentecoste, quando si trattò di risolvere i problemi che affliggevano le vedove (Atti degli Apostoli). In quellìoccasione si istituirono i diaconi. Gli apostoli e i presbiteri si riunirono per risolvere questo problema: “Lo Spirito e noi abbiamo deciso...”. Questa è la via istituzionale. Lo Spirito interviene quando entrano in gioco questioni di abitudini e disciplina. Questo è un cammino più lungo, però dura per sempre.

  Oggi ci si dedica molto al dialogo ecumenico: il Consiglio Mondiale delle Chiese, il dialogo bilaterale, ed altri gruppi di dialogo e di consenso religioso.

  In realtà la separazione tra cristiani ha continuato ad esistere, anzi è peggiorata.

  Oggi una forza profetica spinge la Chiesa all’evangelizzazione ed all’unità. Pretende di proteggere, preparare e sostenere l’ecumenismo dottrinale con l’ecumenismo spirituale.

 Devo obbedire all’autorità stabilita, e permettere cos’ che il grano di frumento muoia per poter dare frutto.

  Il fenomeno carismatico-pentecostale è una vocazione di unità dei cristiani. E’ l’unico movimento ecclesiale interconfessionale. E’ stato suscitato in diverse chiese attraverso delle influenze reciproche. La sua vocazione ecumenica è sorta dalla chiesa primitiva. Dio mandò lo Spirito Santo sopra Cornelio e la sua famiglia allo stesso modo come lo mandò ai suoi apostoli. Essi dissero: “Dio non ha fatto differenza alcuna tra loro e noi”.

 Dio ha mandato il Suo Spirito in modo spettacolare in tutto il mondo.

  Il nostro contributo all’unità è l’amore reciproco.

 Dobbiamo davvero portarla avanti partendo dal cuore. Come l’apostolo Paolo ha detto: “Fare la verità con la carità”. Non dobbiamo cominciare con la mente, ma con il cuore. Iniziare ad amarci per capirci meglio. E’ questo quello che si vede.

 E’ l’amore che porta all’unità dottrinale.

 “Amatevi gli uni gli altri”.

Quello che ci unisce è infinitamente maggiore di quello che ci divide: Gesù, la vita eterna, il Corpo di Cristo.

  Dopo di me, urlate tutti insieme: “Gesù è il Signore!”

 (“Gesù è il Signore!”, ripete l’assemblea).

 “Dio lo resuscitò dai morti!”

 (“Dio lo resuscitò dai morti!”, ripete l’assemblea).

 “Tu sarai salvo!”

 (“Tu sarai salvo!”, ripete l’assemblea).

  Abbiamo la grazia, il potere e la possibilità di amarci. L’amore di Dio è stato versato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. Noi possiamo amare Gesù con lo stesso amore con il quale il Padre Lo ama.

  Ma come può lo Spirito Santo riuscire nella unità della Chiesa?

 Il diavolo tenta di convincere i giovani che essere amici di Dio significa non avere gioia. Ma noi siamo un popolo allegro!

 Allora abbiamo lo Spirito Santo e possiamo dire: “Abba, Padre”.

 Non vedi già più l’altro come un rivale. Con lo Spirito Santo scopri che l’altro è tuo fratello, e che lo puoi amare come uno che è uguale a te.

 L’amore prolunga la Pentecoste.

 L’amore moltiplica i carismi: i doni che possiede una chiesa si sommano a quelli che sono posseduti da un’altra.

 Sant Agostino disse: “Benedetto il servo che si rallegra del dono degli altri”.

 “Guardate come si amano”, dicevano i pagani osservando i cristiani.

 “In questo conosceranno che siete miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri”, disse Gesù.

 Il mondo resiste a tutto, ma niente può fare contro l’amore, perchè il mondo ha sete d’amore.

  Come fare per mettere in pratica l’unità? 1° Corinzi 13.

 La Scrittura ci esorta a fare noi il primo passo, non dobbiamo aspettare la reciprocità, dobbiamo cominciare noi.

 Gesù ha fatto “di due un solo corpo, sconfiggendo nel suo proprio corpo l’inimicizia”. Dobbiamo lottare contro l’inimicizia.

 Gesù morì e resuscitò affinchè tutti siano uno.



(nella foto padre Raniero Cantalamessa alla riunione di CRECES in Argentina)

 

Padre Raniero Cantalamessa


Fonti: foto e testo tratti da riconciliazione.org

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