Legrottaglie: "Nel calcio non c'è posto per la fede" - di Massimiliano Nerozzi

Legrottaglie: "Nel calcio non c'è posto per la fede"

tratto da evangelici.it


TORINO - «Manca il coraggio di dire quello che si pensa, è più comodo essere uguali agli altri per non essere presi in giro»; Legrottaglie, il calciatore evangelico, si racconta nel suo secondo libro «Cento volte tanto - con la fede vivo meglio».

Da isolato fedele di Dio, «uscito allo scoperto» in un territorio di miscredenti, se non blasfemi, Nicola Legrottaglie s'è trovato straniero, in quello che era stato il suo mondo, il calcio.

Il difensore della Juventus (*) lo racconta, insieme ad altre esperienze, nel suo secondo libro, «Cento volte tanto - con la fede vivo meglio», che esce un anno dopo il libro d'esordio, «Ho fatto una promessa». La testimonianza della sua conversione a cristiano evangelico fu un inaspettato successo: 100 mila copie, oltre a «migliaia» di lettere e mail alla casa editrice Piemme.

Più che una biografia parte seconda, questa è una risposta a loro, un racconto di fede. Dove «c'è più il cristiano del calciatore». Con buona pace di quelli che «scherzarono» sul primo libro: «Rispondo perché mai un calciatore come me non deve portare agli occhi delle gente la parola contenuta nella Bibbia».

Solo che tra i colleghi del pallone, i proseliti spuntano a fatica. «Gli spogliatoi - scrive Legrottaglie in uno degli ultimi capitoli, “Sono una zebra fuor d'acqua” - sono luoghi dove fa comodo tenere fuori certi argomenti. Ecco perché, alla fine, anche uno come me non può oggi, con una fede che cresce giorno dopo giorno, che sentirsi una sorta di pesce fuor d'acqua».

Più che sulle Sacre Scritture, si rischia di sfogliare il gossip: «Dopo la storia della mia astinenza sessuale prima del matrimonio - racconta ancora - in molti sono venuti da me, stupiti, a chiedermi come davvero la pensassi. In che cosa credessi davvero». Perché «il tema delle donne, alla fine, è un filo rosso che a tavola, tra maschi, ritorna di frequente e tiene banco. Ma gli altri discorsi, magari le macchine, i soldi, i videogiochi per ingannare il tempo, a me non interessano, e proprio per questo posso sembrare, anche a loro, a volte, un po' distante, distaccato». Un profeta «nel regno dell'effimero», dove «l'unico metro di giudizio è l'apparenza».

Quasi diventi eremita: «Mi sono reso conto, in questa mia crescita spirituale, che nel calcio non c'è posto per Dio e soprattutto c'è troppo poco coraggio di uscire allo scoperto e dire cosa si pensa. Fa più comodo essere uguali agli altri, forse per non avere problemi, per non essere presi in giro». Al massimo, si arriva a «qualche battuta sulla mia castità, magari scherzosa, senza malizia, ma che è arrivata». Un mondo dove «non si scappa dalla routine del già detto, dell'apparenza», può essere solo un luogo di lavoro.

Nicola ha allora iniziato a frequentare altri ambienti, incontrando i «fratelli» di fede, a partecipare a iniziative di solidarietà, ad ascoltare le storie dei più deboli. Ambienti «dove posso esprimere quello che sono e che penso in piena libertà». Difficile farlo con i compagni: «Ma non solo alla Juventus: credo che chiunque, in qualunque squadra, si troverebbe in difficoltà a voler parlare di preghiera».

Come nel libro precedente, Legrottaglie parla anche di amore, sesso, aborto, tra citazioni, lunghe e numerose. Dalla pillola Ru486 («Un grave affronto alla vita») a una visione della scienza vagamente oscurantista: «Il porsi continuamente domande, il volere per forza andare indietro fino all'origine, spiegare, tentare con ogni mezzo di dimostrare tutto, porta soltanto a maggior confusione».

Fino a una disputa tra creazionismo ed evoluzionismo che farebbe saltare sulla sedia qualsiasi studente delle medie: «Gli evoluzionisti sono talmente razionali che continuano a porsi domande, una dopo l'altra a ritroso, tutta una serie di perché, di come, di dove, quando… poi arrivano al punto che sì, l'uomo discenderà pure dalle scimmie, e le scimmie a loro volta da qualche altro essere animale. Ma questi animali da dove arrivano? E all'inizio il big bang, dicono loro. E prima, allora?» Risposta: «A me sta bene la creazione discesa da un Creatore che è Dio, fatta in sette giorni, proprio come sta scritto nella Genesi».

di: Massimiliano Nerozzi
da: lastampa.it
data: 16 marzo 2010

 

(*) Legrottaglie ha militato nella Juventus fino al mese di Gennaio 2011

 

 


Fonti: immagine e testo tratto da evangelici.it

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