Benedetto XVI: Valorizzare i nuovi areopaghi...
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| Categoria: Scritti | ||
| Autore: Banzato Davide | ||
| Editore: -- | ||
| Lingua: Italiana | ||
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Benedetto XVI: Valorizzare i nuovi areopaghi...
Come San Paolo annunciò Cristo nell’areopago, ad Atene, con un linguaggio “inculturato” in un contesto molto lontano dal Vangelo, così oggi la Chiesa è chiamata a proclamare la Buona Novella con coraggio nell’attuale società che cambia.
Benedetto XVI ricorda le confortanti parole rivolte da Gesù all’Apostolo delle Genti: “Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male” (At 18,9-10). E cita Paolo VI il quale ebbe a dire che non si tratta soltanto di predicare il Vangelo, ma di “raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell'umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza” (Insegnamenti XIII, [1975], 1448).
Tuttavia – prosegue il Papa - non va sottovalutato “l’influsso di una diffusa cultura relativista, il più delle volte carente di valori, che entra nel santuario della famiglia, si infiltra nel campo dell’educazione e in altri ambiti della società e li contamina, manipolando le coscienze, specialmente quelle giovanili.
Al tempo stesso, però, malgrado queste insidie – sottolinea il messaggio del Pontefice - la Chiesa sa che è sempre in azione lo Spirito Santo. Si aprono, infatti, nuove porte al Vangelo e si va estendendo nel mondo l’anelito verso un autentico rinnovamento spirituale e apostolico”. E così, “come in altre epoche di cambiamento, la priorità pastorale è mostrare il volto vero di Cristo, Signore della storia e unico Redentore dell’uomo”.
Ciò esige – rileva il Papa - che i cristiani “offrano una testimonianza di fedeltà a Cristo, costruendo pazientemente quell’unità” che renderà “più facile l’evangelizzazione”.
Benedetto XVI esorta a imitare lo “spirito” apostolico di San Paolo “incentrato totalmente in Cristo” e capace di “trasformare anche le difficoltà in possibilità di evangelizzazione”. Quindi conclude con un appello a “recuperare l’attenzione alla vita spirituale”, la “fiducia in Dio” l’affidamento alla Provvidenza e il perdono nell’auspicio che “tutta la famiglia umana possa invocare Dio come «Padre nostro!»”. Fonti: egioiasia.blogspot.com |