Padre …

Perché il Salvatore ha detto: Quando pregate dite: Padre nostro; e un altro dei santi evangelisti aggiunge: che sei nei cieli (Mt 6,9). [...] Egli ci dà la sua gloria. Egli eleva gli schiavi alla dignità della libertà. Egli corona la condizione umana con un onore che sorpassa il potere della natura. Egli ci porta a sperimentare quello che era stato detto nel tempo antico per bocca del salmista: Ho detto, voi siete dèi e tutti voi figli dell’Altissimo (Sal 81,6). Egli ci riscatta dalla misura della schiavitù dandoci con la sua grazia quello che possedevamo per natura e ci permette di chiamare Dio Padre, come ammessi al rango di figli. Abbiamo ricevuto questo, insieme a tutti gli altri privilegi, da lui. Uno di questi privilegi è la dignità della libertà, un dono che si addice particolarmente a coloro che sono stati chiamati ad essere figli.

Egli ci comanda dunque di prendere coraggio e di dire nella nostra preghiera: Padre nostro. Noi, che siamo figli della terra e schiavi soggetti per la legge di natura a colui che ci ha creato, chiamamo colui che è nei cieli Padre e, molto giustamente, egli ha reso capaci quelli che pregano anche di comprenderlo. Dal momento che chiamamo Dio Padre e siamo stati considerati degni di un onore così grande, dobbiamo condurre una vita santa e senza biasimo. Dobbiamo comportarci in modo gradito al Padre e non pensare o dire niente di indegno o di inadeguato alla libertà che ci è stata donata [...]

Il Salvatore di tutti molto saggiamente ci permette di chiamare Dio Padre perché noi, sapendo bene di essere figli di Dio, possiamo comportarci in modo degno di colui che ci ha onorato. Allora egli riceverà le suppliche che noi offriamo in Cristo.

Cirillo di Alessandria
Commento a Luca, omelia 71

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